Porno Natale

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Buone feste a tutti i lettori del blog! ^_^
Per rendere ancora più eccitanti le festività natalizie, ho scritto un racconto da mettere sotto l’albero. Un racconto di Natale che è anche il mio primo racconto puramente porno, e adatto a ogni gusto.

La copertina del racconto

La copertina del racconto

Porno Natale è un racconto pornoerotico allegro, che vi allieterà e vi farà eccitare in vero clima natalizio. È ambientato la sera della vigilia e contiene sesso alla vaniglia, anale, orale, sesso di gruppo, scene lesbo, sculacciate e tanto tanto amore! Spero che la mia babbo natalina Natalie rallegri la vostra vigilia e vi faccia fare tante fantasticherie. Perché il Natale è importante per molte ragioni: si mangia tanto, si brinda, e soprattutto si smaltiscono le calorie con lunghi amplessi davanti al camino acceso.

La trama di Porno Natale è la seguente: Maria ha lasciato il suo fidanzato Roberto proprio la mattina della vigilia di Natale, e lui è ormai rassegnato a passare la giornata da solo. Però, allo scoccare della mezzanotte, come per magia, si presenta sulla soglia di casa Natalie, una ragazza vestita da sexy babbo natalina tanto bella da sembrare una modella di intimo. Con lei entrano altre nove bellissime ragazze in minigonna e corna di peluche sul capo: le “renne” di Natalie. Tutte non desiderano altro che allietare Roberto in ogni modo lui voglia. E dopo che Roberto si sarà soddisfatto con loro, lo aspetta ancora il regalo, impacchettato e pronto per essere goduto: sarà forse la sua ex ragazza quella che geme nella scatola che gli ha portato Natalie?

Ho scritto il racconto in questi giorni, pensando a chi vuole passare un eccitante Natale pur standosene seduto in poltrona immerso nel dolce far nulla. Natalie è nata per farvi divertire, e spero che riesca a farlo almeno fino a capodanno! Come al solito, alla pagina del racconto troverete un estratto dello stesso che vi darà modo di giudicare se è di vostro gusto, e decidere se acquistarlo. Porno Natale infatti è disponibile in tutte le maggiori librerie online, tra cui:

Amazon
Book republic
ibs.it
inMondadori
KoboBooks
laFeltrinelli.it
Libreria Rizzoli
Ultima Books

Come al solito, chi volesse farmi sapere cosa pensa del mio libro può scrivermi a mysweetrosalie@gmail.com. E ora anche io vado vestirmi da sexy babbo natalina per godermi il mio Natale seduta sul meraviglioso Cazzo di Giordano, con la fichetta coccolata dalla lingua di Letizia. Vi auguro buone feste e soprattutto buon sesso! Joyeux Noël et bonne année! ^_^

Joyeux Noël et bonne année! ^_^

Joyeux Noël et bonne année! ^_^

Giocattolo #5 – Paletta per sculacciare 50 Sfumature di grigio

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Qualche tempo fa mi è arrivata un’altra richiesta di collaborazione degna di nota, sempre per la rubrica sui sextoy Consigli per gli acquisti. Questa volta a contattarmi in privato per chiedermi di recensire qualche loro prodotto è stato il sexyshop Overlove. Frugando nel loro catalogo alla ricerca di qualcosa di mio gusto che fosse anche abbastanza particolare da essere recensito, ho scoperto questa sezione.
Non avevo idea che E.L. James, il cui romanzo ho deriso qui, si fosse data al business dei sextoy! Magari anche se scrive con i piedi è sinceramente interessata a fare soldi a diffondere il Verbo dei Vibratori.
La decisione di recensire qualche giocattolo della linea di prodotti “approvata dall’autrice E.L. James” chiaramente non è dovuta alla mia fiducia nelle capacità cognitive dell’autrice delle Cinquanta sfumature di Grigio: invero, oltre alla mia curiosità, ha influito il pensiero che le lettrici e i lettori del blog che si sono divertiti a leggere il romanzo potrebbero trovare stimolante la collezione di sextoy della James. Non ho letto in giro pubblicità a questi speciali sextoy, e non tutti i sexyshop li annoverano nel loro catalogo, perciò ve ne parlerò io.
Ve ne presento due presi da Overlove e che ho sperimentato su Letizia.

Vedrei bene queste due scatole impacchettate sotto l'albero di Natale!

Vedrei bene queste due scatole impacchettate sotto l’albero di Natale!

La confezione lunga contiene qualcosa che ha fatto arrossare il culetto di Letizia, quella più larga qualcosa che lo ha gratificato: una paletta per le sculacciate e delle deliziose palline anali. Non vi dico com’era felice la mia gattina quando ha aperto i regali. Ha voluto subito che provassi la paletta, e quando ho visto come si tirava su la gonna e mi offriva quel meraviglioso culetto non ho proprio potuto dirle di no.
La confezione della paletta contiene oltre al sextoy un sacchetto custodia per conservarlo e un fogliettino con un brano tratto dal romanzo delle Sfumature. E per la precisione un dialogo tra Mister Grey e Ana.

Do you want me to spank you, Anastasia?”
“Yes.” My voice is a hoarse whisper. Suddenly there are butterflies in my stomach. Perhaps this is what I need… this is what I have been missing. I surrender myself to his rhythm, absorbing each blow, savouring each one.

Per me avrebbero anche potuto non citare la James, visto che la trovo eccitante come un carciofo, ma in generale ritengo che questo librettino abbinato al sextoy sia un’idea carina. Se siete appassionati del romanzo, la citazione potrebbe anche mettervi dell’umore giusto per giocare. Da amante di sextoy e di narrativa erotica approvo la trovata.

La paletta per sculacciare  dai due lati: a sinistra l'imbottitura coperta di satin, a destra la parte in similpelle

La paletta per sculacciare dai due lati: a sinistra l’imbottitura coperta di satin, a destra la parte in similpelle

Dopo aver provato la paletta, posso dire che è leggera, maneggevole ed elegante, inoltre ha anche un vantaggio rispetto alle palette che più comunemente si trovano nei sexyshop: infatti, come si vede nella foto, i due lati sono differenti per due diverse gradazioni di dolore e di piacere; il lato argentato ha un’imbottitura morbida coperta di soffice satin, e permette di colpire molto più forte senza grande dolore per il partner, ma con un bello schiocco e tanta soddisfazione per entrambi; il lato nero al contrario è rigido e senza imbottitura, rivestito solo di similpelle e più adatto a un uso esperto.
La paletta è lunga 31 cm circa, di cui 16 cm sono di manico. Per provare il nuovo giocattolo ho fatto mettere Letizia a quattro zampe sul letto, la gonna arricciata sui fianchi. Letizia ha un culetto sodo e morbido al punto giusto, che oppone la giusta resistenza a un colpo ben dosato di paletta, ed essendo anche soffice in superficie, gli impatti producono un piacevolissimo schiocco. Le ho dato qualche sculacciata a palmo aperto tanto per farla riscaldare, e poi ho cominciato con la paletta, dal lato imbottito e usando solo il polso. Colpivo prima una natica e poi l’altra, godendomi il tremore della carne. Letizia resisteva bene, il culetto non si arrossava e lei diceva addirittura di non sentire nulla. Ho aumentato il ritmo e sono arrivata a sollevare il braccio per colpirla con quanta forza avevo, sempre usando la parte in satin. Lo schioccare della paletta sul culo era adorabile, e ancora Letizia non aveva difficoltà a sopportare le sferzate. Dopo qualche minuto però non ho resistito più e ho voltato la paletta dal lato in similpelle. La musica è cambiata subito: nonostante usassi solo il polso, il culo di Letizia è diventato rosso dopo pochi colpi e la mia gattina ha affondato la faccia nelle lenzuola per sopportare il bruciore di ogni sculacciata. Non faceva più tanto la spavalda. Dopo un quarto d’ora ho visto colare l’umore tra le sue cosce e mi sono piegata a lapparlo, carezzandole il culetto divenuto bollente e ultrasensibile. Il momento del gioco che preferisco è quando la sento rabbrividire mentre la mia lingua fresca passa sulla pelle arrossata che ho tormentato.

Questo sextoy costa 31 euro ed è chiaramente una paletta pensata per gli amateurs. Una paletta che comunque dovrete usare sempre con attenzione, ma che ha un lato che permette di abbandonarsi alla propria passione senza pericolo di farsi veramente del male. Visto che ci sono già stati diversi incidenti che hanno coinvolto dilettanti alle prese con role play che imitavano le Sfumature, direi che è solo un bene che la linea sia stata pensata con prudenza.
Qui però voglio aggiungere un appunto: la parte imbottita della paletta ha una cucitura lungo il bordo e quasi un centimetro in cui manca l’imbottitura. Questo difetto a una prima prova su me stessa (è sempre utile provare questi oggetti sul proprio corpo per poi saper saggiare la forza quando si usano sugli altri) mi era sfuggito, e Letizia poverina ne ha pagato le conseguenze.

Bordo bastardo!

Bordo bastardo!

L’ho sentita guaire forte quando ho colpito con la paletta bene al centro del suo culetto, prendendo entrambe le chiappe: il bordo scoperto della paletta è andato a colpire la natica, e per poco non rimaneva il segno degli angoli della paletta. Era un colpo violento, ma se la paletta fosse stata rivestita anche sul bordo non ci sarebbero stati problemi. Ovviamente vedere Letizia che soffriva così senza che lo volessi mi ha infastidita molto, e mi è spiaciuto. Vi avviso perciò di stare attenti con questo sextoy e, quando usate il lato imbottito, di colpire sempre solo con la parte centrale della paletta, mai con tutto l’affare.
La parte in similpelle è omogenea ma non richiede meno attenzione, poiché è più rigida e molto più dolorosa dell’altra. Con quella basta il movimento del polso per procurare forti bruciori a ogni colpo; con la parte argentata per ottenere lo stesso effetto è necessario caricare la sculacciata con tutto il braccio.

In ogni caso, la mia gattina è stata bravissima a sopportare la sua bella dose di sculacciate, e alla fine ho voluto premiarla con il secondo sextoy delle Sfumature, le palline anali. Le recensirò più avanti, però, insieme al bizzarro regalino a sorpresa che Overlove mi ha inviato con il resto. Voglio provare anche io le palline anali prima di recensirle, sia mai che solo il culetto vergine di Letizia possa godere certa delizia.
E poi il mio regalo di Natale ve l’ho già suggerito: a Natale siamo tutti più buoni, perciò regalate una bella sessione di sculacciate al vostro lui o alla vostra lei! ^_^

Anche le gattine hanno diritto alle loro ricompense

Il premio della gattina che nella prossima recensione sperimenterà il mio culetto

Recensione – Peccati originali di Ayzad

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Qualche tempo fa il signor Ayzad mi ha contattata in privato per inviarmi il suo primo romanzo e propormi di recensirlo. Peccati originali è un romanzo noir, ma il contesto in cui si svolge la storia è l’universo del BDSM italiano, perciò è un argomento di interesse per questo blog pur non essendo un romanzo erotico. Mettersi volontariamente nelle mani di una sadica come me è un gesto pericoloso, e ho pensato che Ayzad avrebbe ritirato il suo invito una volta dato uno sguardo alle altre recensioni/stroncature presenti sul blog. Non è accaduto, e visto che l’argomento del romanzo mi intrigava, appena ne ho avuto il tempo ho cominciato a leggerlo.

La copertina del romanzo

La copertina del romanzo

La trama, come riportata nelle librerie online:

Quando una chiacchieratissima contessa si suicida in circostanze così imbarazzanti da spingere la servitù a simulare una “ben più decente” impiccagione, l’unica a soffrirne davvero è la figlia di primo letto. Non per affetto, ma perché l’assicurazione non copre il suicidio e quindi lei non potrà incassarne il premio – a meno che non riesca a dimostrare che si sia trattato di un incidente. Per riuscirci la ragazza chiede la consulenza di Ayzad, un bizzarro “specialista in sadomaso” che effettivamente riesce a escludere l’ipotesi di un suicidio… ma solo per scoprire le tracce di un crimine davvero perverso. Costretta dagli eventi a proseguire le indagini fianco a fianco, la coppia dovrà setacciare l’ambiente dell’erotismo estremo incontrando personaggi sorprendenti e visitando luoghi insoliti – ma anche scoprendo che non conviene mai fidarsi degli stereotipi o delle prime impressioni. Mano a mano che la verità viene rivelata, alle certezze iniziali si sostituisce una nuova consapevolezza, non solo degli eventi ma del mondo stesso… fino al colpo di scena finale.

Nonostante la tecnica narrativa sia abbastanza ingenua, ho trovato il romanzo di Ayzad una lettura piacevole da più punti di vista.
Anzitutto i personaggi sono quasi tutti divertenti e ben caratterizzati, spesso con un tono ironico che fa sorridere. Sono buoni personaggi sia quelli legati al mondo BDSM (da Stefano, dominatore alle prime armi che finisce per frustarsi da solo con la sua bullwhip mentre la prova sul cuscino di casa, alla deliziosamente rabbiosa Benedetta, la dimostrazione che anche le zoologhe possono essere interessantissime partner sessuali), sia quelli che durante il romanzo vengono a contatto con questo mondo dimostrando disprezzo e fascinazione (come Letitia, la cui stupidità è forse un po’ troppo sopra le righe in certi momenti, mentre in altre occasioni strappa un sorriso).
Le scene con i vari personaggi-caricatura del panorama dei feticisti italiani sono sempre originali e scorrono bene. Ho apprezzato anche la naturalezza con cui l’autore ha delineato il più banale rapporto tra il protagonista suo omonimo, Ayzad, e la sua compagna sottomessa, Cristina. Ma qui ammetto che il mio giudizio era offuscato: da gattina che ama alla follia il suo padroncino, non potevo non emozionarmi leggendo scene in cui una gattina come me viene coccolata. ^_^

Ebbene sì, anche io sono una gattina tenera e giocosa!

Ebbene sì, anche io sono una gattina tenera e giocosa con il mio padroncino!

Il romanzo è molto lungo e, nonostante si sviluppi prevalentemente intorno alla figura di Ayzad (il protagonista), c’è spazio anche per ampie scene con i punti di vista dei personaggi secondari.
Il mio personaggio preferito è stato fin da subito uno di questi, la signora Weiss. La scena in cui la Weiss gira per il centro commerciale alla ricerca di strumenti con cui torturare il marito (che la segue pauroso come un cagnolino) non è solo divertente, ha anche una discreta carica erotica. Grazie anche al fatto che Ayzad (l’autore) in certe occasioni riesce a inserire le battute di dialogo nel modo giusto per creare quel brivido erotico nel bassoventre. Purtroppo non sempre è un’operazione che gli riesce, ma quando accade è molto gradevole. La Rice e la James non ci si avvicinavano neanche per sbaglio a ottenere un risultato simile.
Come detto, però, Peccati originali non è un romanzo erotico, ma un noir. Le scene di sesso esplicito sono tagliate sul nascere per una chiara scelta dell’autore. Tuttavia, dato che Ayzad (l’autore) si è posto come obiettivo di usare il noir per diffondere notizie sul BDSM (diciamo che Peccati originali è un romanzo che vira verso il manuale, o la raccolta di aneddoti sul mondo BDSM), alcune scene erotiche per amanti del BDSM sono mostrate nella loro completezza. Ciò avviene per esempio quando la Weiss e il maritino si esibiscono in una sessione di dominazione e sottomissione pubblica organizzata nel locale Nautilus. Il locale, come si legge in una delle note presenti nel romanzo, esiste davvero e lo potete trovare qui.
In generale la faccenda del “manuale aneddotico” ha degli alti e dei bassi. Ci sono momenti in cui funziona, momenti durante i quali l’autore ha saputo inserire le notizie su strumenti e su aneddoti BDSM con eleganza, e momenti in cui non funziona, per esempio quelli in cui il narratore si mette in cattedra si lascia andare a lunghi infodump, come questo sui lubrificanti (se volete saltarlo non vi biasimo):

Ayzad posò la tazza di bohea fumante a lato del monitor e si sedette pensoso a fissare il riquadro vuoto sullo schermo. Il cursore lampeggiava pigramente sotto il titolo preimpostato: ‘Sez. 23 (Lubrificanti intimi) – Introduzione.txt’.
L’uomo incrociò le mani dietro la testa e rimase a lungo immobile in contemplazione di quel tema così assurdo. Poi improvvisamente si scosse, si grattò un orecchio e cominciò a battere sulla tastiera:
A giudicare dalle scene di sodomia tramandateci su alcune ceramiche dell’antica Grecia il sesso anale è uno degli hobby più antichi dell’umanità. In ambito Bdsm questa e altre forme di dilatazione erotica affascinano per l’aspetto di dominazione del partner passivo e, volendo, per una certa componente di dolore: in molte coppie il gioco consiste nell’abituare pian piano chi subisce la penetrazione a ricevere oggetti di dimensioni sempre maggiori, che indicano concretamente il grado di remissività e dedizione raggiunto. Quando però si arriva al fisting (inserimento dell’intera mano) o a calibri da cinque, otto o anche dieci centimetri di diametro la sola buona volontà non basta: per facilitare le cose ed evitare pericolose lacerazioni diventa indispensabile usare un lubrificante, che va scelto con molta attenzione.
La cosa più importante è evitare sostanze pericolose. In cima alla lista ci sono tutti i “commestibili”. Il leggendario burro di Ultimo tango a Parigi per esempio avrà un suo fascino ruspante, ma è difficile da pulire e costituisce un ottimo terreno di coltura batterica: eventuali tracce rimaste all’interno del corpo possono quindi attrarre fastidiose infezioni. Stesso discorso per il Crisco, passato alla storia dell’erotismo per l’ampio uso che se ne faceva in passato nella comunità leather statunitense… ma che è in realtà solo una pessima margarina.
Alcuni sex shop vendono poi prodotti commerciali con sapori di frutta, gustosi da leccare ma contenenti zuccheri che favoriscono ancor meglio la proliferazione di colonie batteriche se usati internamente. È consigliabile quindi rinunciare a tutte le creme o ai gel con saccarosio, fruttosio o glicerina, la cui struttura chimica è molto simile a uno zucchero.
Altrettanto sconsigliabili, ma per ragioni differenti, sono i composti a base oleosa – prima fra tutti la classica vaselina. Oltre a sporcare abiti e lenzuola ed essere difficili da lavar via dalla pelle sono infatti dei potenziali killer! Gli oli contenuti in questi prodotti sciolgono il lattice – cioè il materiale di cui sono fatti tanti giocattoli erotici, abiti e soprattutto i preservativi. Per bucarne uno bastano pochi minuti a contatto con determinate sostanze grasse, rimaste magari nel corpo durante precedenti attività. Il rischio è tale da suggerire di evitare qualsiasi lubrificante sulla cui composizione vi sia il minimo dubbio.
L’ultima insidia viene dalla farmacologia, sotto forma di prodotti che incorporano principi particolari. La famiglia peggiore è quella delle pomate anestetiche, come il Luan o altri composti che contengono benzocaina, lidocaina o xilocaina. A parte il fatto che non ha senso dedicarsi a certe pratiche se non se ne sente l’effetto, non accorgersi subito del dolore di eventuali lesioni può essere molto pericoloso.
Un altro compagno di giochi discutibile è il Nonoxynol-9, uno spermicida usato spesso sui preservativi e nei gel intimi poiché in condizioni di laboratorio ha dimostrato di essere in grado di uccidere il virus dell’Aids. C’è però un problema: mentre non esiste alcun dato concreto sulla sua efficacia in vivo, è stato ampiamente riscontrato che si tratti di una sostanza irritante, che addirittura rende le mucose interne più suscettibili a lesioni. E come se non bastasse ha un sapore orrendo!
Quali sono allora i lubrificanti giusti? Una prima categoria è quella dei siliconici, da non confondere con gli spray sbloccanti al silicone usati per far funzionare senza intoppi i macchinari. Vengono venduti sotto forma liquida e hanno molti pregi: sono anallergici, insapore, trasferiscono bene il calore e vengono assorbiti molto meno degli altri, così si possono usare in quantità più moderata senza doverne aggiungere in continuazione. In compenso possono macchiare, hanno prezzi più alti e sono piuttosto infiammabili.
L’alternativa più diffusa sono i lubrificanti a base acquosa, che tendono ad asciugare relativamente in fretta (però basta aggiungere due gocce d’acqua per rigenerarli), ma non hanno altre controindicazioni. Tutti i prodotti selezionati da Serioustoys appartengono a queste due famiglie e sono quanto di meglio offra il mercato, naturalmente adatti anche per uso vaginale.
I nostri esperti consigliano:
– Usatene sempre in abbondanza e ricordate di aggiungerne una piccola quantità ogni cinque minuti circa, in modo da bilanciare il lubrificante assorbito dalla pelle e dalle mucose. Metterne troppo non dà alcun problema, ma usarne troppo poco può provocare danni anche gravi!
– Per evitare sensazioni sgradevoli scaldate il lubrificante fra le mani prima di applicarlo.
– Con ogni tipo di penetrazione procedete con calma e lasciatevi guidare dal partner sottomesso. Un senso di invasione anche molto intenso è ragionevole, ma un dolore forte indica che state esagerando.
Ayzad rilesse il testo per inserire le correzioni necessarie e sorrise. «Più di così dovrei venire ad aprirvelo a domicilio, il sedere» commentò a mezza voce. Un’occhiata all’orologio nell’angolo dello schermo gli ricordò l’incombenza per la cena, con cui era leggermente in ritardo.

Diciamo che durante questo brano l’orologio non l’ha guardato solo Ayzad, ma anche il lettore. Sarebbe stato molto più interessante se, anziché raccontarci delle proprietà di questo o quel tipo di lubrificante, alcune di queste proprietà ci fossero state mostrate: per esempio poteva essere aggiunta una scena in cui Cristina, per aver usato il lubrificante sbagliato, subiva concretamente gli effetti irritanti del prodotto. Il lettore avrebbe visto, annusato, e toccato con mano quegli effetti e non si sarebbe più scordato quali lubrificanti fanno male e quali no. Ayzad (autore) è capace di questa operazione, e lo so perché in altri casi lo fa: comunica le nozioni attraverso le scene, senza tuttavia accantonare la verosimiglianza. Un esempio tratto dalla scena al Nautilus, in cui il Professore si dedica a pratiche clinical:

Al momento le mani del Professore erano avvolte infatti dal lattice bianco di comuni guanti protettivi, con cui stava aprendo la confezione sterile di un ago da siringa. «Anche nei giochi più estremi» spiegò gettando la plastica nel cestino ai suoi piedi, già pieno di rifiuti simili, «basta seguire la regola dell’Ssc: sano, sicuro e consensuale. In ogni pratica per non provocare danni dovete avere coscienza di come si adoperino gli strumenti e dei loro effetti, e ogni partecipante deve essere informato e volontario». L’insegnante sfilò il cappuccio di protezione dell’ago con gesto teatrale. «Come avete visto questi giocattoli possono fare paura, ma maneggiandoli bene sono perfettamente innocui anche se li si usa per lavori molto… stravaganti. Tutto sommato sono fra i pochi oggetti al mondo a poter vantare secoli di evoluzione e migliorie specifiche per renderli meno dolorosi possibile. Ti ho fatto male, cara?»
L’ultima frase venne rivolta alla donna inginocchiata a testa bassa e gambe divaricate al suo fianco. Era seduta sui talloni, con le braccia posate sulle cosce in un gesto di resa assoluta completato dai palmi delle mani rivolti verso l’alto. La sua camicetta chiara era aperta a rivelare il seno nudo, che sotto le luci brillava del metallo di una dozzina di aghi già inseriti sottopelle a formare un’elegante spirale attorno al capezzolo. «N-no» rispose con la voce rotta dall’eccitazione, «solo un pochino all’inizio, ma è passato subito».
«E cosa senti invece adesso?»
«Non saprei descriverlo» soppesò le parole. «È come se li sentissi premere… No, vibrare… a ogni respiro. Quando mi muovo… c’è un brivido… tipo scossa elettrica, dalla pelle giù nella spina dorsale».
«Ti piace?»
Lei alzò gli occhi, azzurri e liquidi, rivelando un volto estatico. «Tanto…»

Questo brano è molto, molto più piacevole dello sproloquio precedente, e rimane anche più impresso. A fine lettura abbiamo sviluppato curiosità riguardo questa pratica senza annoiarci. Mi chiedo perché l’autore non abbia fatto sempre così.
Come si nota dal particolare concreto del Professore che arpeggiando sugli aghi risveglia il dolore della ragazza, il punto forte di Ayzad (autore) è che, conoscendo bene la materia di cui parla, è in molti casi specifico, dettagliato e interessante. E quando lo è leggerlo diventa un piacere.
Avrei voluto che tutto il romanzo fosse scritto a questo livello, invece ci sono alti e bassi e talvolta le descrizioni diventano confuse, oppure scivolano nella vaghezza. Questo fatto è ancora più grave quando ciò accade durante la descrizione di pratiche BDSM, che sono il tema della storia. Come esempio riporto una scena di bondage “artistico”:

L’uomo guardò teneramente il petto nudo della ragazza, che aveva forse meno della metà dei suoi anni. Rimase assorto un attimo, poi raddrizzò la schiena e si passò le dita sul viso stanco per toglierne le goccioline di sudore. Cercò la scatola dei fazzoletti di carta sul tavolino di fianco a sé. Non c’era, così si rassegnò ad asciugarsi sui pantaloni militari. Quando risollevò la mano stringeva una corda di canapa grezza che portò all’altezza degli occhi della rossa; questa si irrigidì un attimo, appena il tempo di ritrovare il suo sguardo nella specchiera.
Con un movimento che sarebbe potuto essere un abbraccio lui afferrò l’estremità della cima nell’altra mano e la fece scorrere lenta fra le dita, tendendola davanti alla gola della giovane. «Stai tranquilla» le sussurrò seducente, «ti piacerà».
Buran formò un occhiello e proseguì il gesto sino a sfiorare le spalle esili della ragazza, che al confronto con i capi ritorti e i suoi palmi ruvidi apparivano ancora più fragili. Senza lasciare la corda percorse la lunghezza delle braccia scendendo verso i polsi: la carezza fece rabbrividire visibilmente la rossa. Quando arrivò in fondo lei cercò spontaneamente di infilare le piccole mani nell’anello di fibra grezza, ma venne fermata. «Questo si chiama ‘shinju’, che vuol dire ‘le perle’» spiegò l’altro, «È una figura tradizionale del kinbaku, il bondage giapponese. Alza le braccia».
La legatura procedette rapida, senza alcuna incertezza: un giro attorno al torace, proprio sotto al seno; un altro sopra; una specie di nodo dietro la schiena…
«Perché perle?» L’accento di lei aveva qualcosa di duro, scandinavo.
«Perché i seni sono come gioielli» rispose l’uomo mentre creava una sorta di spallina con due capi accoppiati, «e noi li valorizziamo come si fa con tutti i tesori. Giù le braccia». La giovane ubbidì mentre la canapa continuava a scivolare sulla pelle infilandosi in occhielli, formando nodi eleganti, compiendo percorsi apparentemente asimmetrici che all’improvviso si tramutavano in linee precise attorno al corpo.
L’altra spallina. Ancora il fruscio della corda che scorre, poi l’ultimo movimento: quando Buran concluse la sua opera con un nodo al centro delle scapole i primi passaggi entrarono in tensione stringendo leggermente la carne a formare una sorta di reggiseno osceno e raffinato al tempo stesso. Sul petto esaltato dalla legatura i capezzoli erano ora decisamente eretti.
«Pronta» confermò lui ritoccando un passaggio in cui la corda si era incrociata in maniera antiestetica.
La ragazza sembrò sorpresa: «Ma non fa male…»
«Non deve farne. Solo farti sentire il mio abbraccio fino a quando lo toglieremo. Ti dispiace?»
«No. È… strano. Bello! Grazie».

Ma come cazzo m'hai legata?

Ma come cazzo mi hai legata?

Chi ha capito com’è legata questa tizia alzi la mano. A parte la confusione madornale che creano i passaggi in cui Ayzad (autore) tenta di descrivere i nodi e i movimenti della corda, il resto sono solo una barca di termini astratti:

La legatura procedette rapida, senza alcuna incertezza: un giro attorno al torace, proprio sotto al seno; un altro sopra; una specie di nodo dietro la schiena…

la canapa continuava a scivolare sulla pelle infilandosi in occhielli, formando nodi eleganti, compiendo percorsi apparentemente asimmetrici che all’improvviso si tramutavano in linee precise attorno al corpo.

Da un autore esperto di sadomasochismo, che tiene il punto di vista di un artista del bondage, mi aspetto molto di più di parole vaghe come “una specie di nodo”, “nodi eleganti” e “percorsi apparentemente asimmetrici”. Queste parole gridano al lettore: “Che vuoi? Sono pigro! Inventatelo un po’ tu com’è ‘sto nodo”.
Da un esperto che vuole mostrarmi l’annodarsi della corda sul corpo di una donna mi aspetto che me la faccia sentire sulla pelle, che con la sua descrizione chiara e i suoi dettagli mostrati mi faccia provare sul corpo la sensazione di costrizione mista a estasi che prova la ragazza nel romanzo; mi aspetto che la legatura sia descritta tanto bene che dopo aver letto la potrei riprodurre su Letizia.
Sempre per quanto riguarda il BDSM, devo dire che ho apprezzato molto le note. Oltre a essere comode perché alleggeriscono il testo, sono utili per imparare il significato di paroline interessanti come “pervertibile”, l’origine di deliziosi strumenti come l’Erostek 232 (altro che le quattro cinghiate di Mister Zerbino Grey!), o ancora per scoprire che genere di locale sia il Nautilus e tante altre notiziole sfiziose, sia per chi ama il sadomaso sia per chi ne è solo incuriosito. Sarebbe facile per un esperto cedere alla tentazione di divagare e lasciarsi andare a note enciclopediche, al contrario Ayzad (autore) è sempre sintetico ed elegante: le sue note sono semplici, chiare, veloci, e leggerle è solo un piacere.

Pervertibile. Termine scherzoso con cui viene indicato un qualsiasi oggetto d’uso comune per cui sia stato trovato un impiego alternativo in contesto Bdsm. Il pervertibile per eccellenza è la comune molletta da bucato.

Un altro aspetto del romanzo che mi è piaciuto è l’ironia con cui vengono presentati gli appassionati di BDSM, e in generale ogni personaggio. Lo stesso Ayzad (personaggio) è autoironico e risulta subito simpatico. Oltretutto l’Ayzad (autore) riesce spesso a far sorridere piazzando questi personaggi in situazioni comiche ma verosimili. A me per esempio ha divertito abbastanza “l’assalto dei feticisti” alla dominatrice Lady Myrta, durante il party fetish al Nautilus. In particolare questo brano:

Lady Myrta raddrizzò la schiena e s’incamminò a passi decisi nella direzione indicata, ma venne fermata quasi subito da un ragazzo dal cranio rasato che le mormorò qualcosa tenendo gli occhi bassi. In un altro luogo la sua tenuta di jeans e polo neri sarebbe sembrata insolitamente funerea, tuttavia in quel contesto risultava solo sciatta, banale. «Non ho capito» gli rispose indicandosi un orecchio. «Come ha detto?»
«Posso avere l’onore di baciarle i piedi mia signora» ripeté quello continuando a fissare il pavimento. Il tono era tanto monocorde da non farla sembrare neanche una domanda.
«No, grazie. Ho da fare, non sono la tua signora e ho già il mio schiavo, ma dopo…» Benedetta si interruppe perplessa: l’altro si era già allontanato per proporsi in identico modo a un’altra donna, che lo scacciò malamente. Lo seguì con lo sguardo: per puntare un ulteriore obiettivo non gli ci vollero più di cinque secondi, in una frenesia nevrotica che le fece scuotere la testa.
Nel breve tragitto verso i servizi subì altri due abbordaggi da parte di feticisti, e benché gli approcci fossero stati decisamente più signorili si trovò presto ad assumere gli stessi modi bruschi visti nelle altre ospiti del locale. Quando raggiunse la tranquillità delle toilette le venne spontaneo dar voce ai propri pensieri. «Tregua! Quelli sono peggio delle zecche…»
La voce di un uomo la fece trasalire. «Un’altra vittima dei ciuccia-alluci, eh?» A parlare era stato un angelo, o per lo meno una sua buona approssimazione. Il tizio biondo cenere appoggiato con noncuranza alla parete di fondo doveva avere poco meno di quarant’anni e con il suo completo bianco costituiva una piacevole novità, cui contribuivano non poco due grandi ali di piume che arrivavano fin quasi a terra.
«Mi scusi. Credevo che fosse il bagno delle donne».
«Lo è» si affrettò a trattenerla quello, «ma non deve temere. Non posso vedere niente». La frase fu accompagnata da un sogghigno ironico fra la barba di tre giorni: in effetti l’uomo era bendato, ma solo con una fascia di pizzo candido poco meno che trasparente. «Posso essere utile?»
La ricercatrice, che stava già dirigendosi verso un gabinetto, si fermò sui suoi passi. «Prego?»
«Non mangio mai con chi non conosco bene, ma se vuole a bere sono abbastanza bravo».
Myrta impiegò qualche secondo per interpretare la proposta, poi si affrettò a chiudersi nella toilette. «No. No, grazie! Non è proprio il caso… ehm… Grazie per l’offerta, comunque».
«Di nulla» le rispose l’angelo da fuori. Sull’altro lato della porta, Benedetta si nascose fra le mani il volto, rosso per l’imbarazzo.

Anche agli angeli piace il pissing. ^.^

Anche agli angeli piace il pissing. ^.^

In generale posso dire di aver letto Peccati originali volentieri per via della materia trattata: ho apprezzato come il BDSM sia stato presentato in modo originale e spassoso.
Nonostante ciò, la lettura è resa difficile da due grossi problemi.

Il primo problema è il punto di vista (point of view – pov). L’autore ha scelto un narratore onnisciente che si cala a volte in un personaggio a volte in un altro, spesso anche durante la stessa scena. I risultati di questa scelta sono:
1) confondere il lettore;
2) limitare l’immersione del lettore nella storia, con una conseguente scarsa immedesimazione nel personaggio.
Forse il narratore onnisciente non è stato un errore dovuto all’inconsapevolezza. Forse è stato scelto con l’intento di favorire il distacco del lettore nei confronti dei personaggi per facilitare la comicità delle situazioni. Ma anche se fosse così, il narratore onnisciente doveva essere gestito meglio: sarebbe bastato evitare tutti i saltelli confusionali da un personaggio a un altro e da dentro il personaggio a fuori.

Il secondo problema, che pesa ancora di più sulla qualità del romanzo, è la presenza di decine di scene inutili. Scene di nessun significato per la trama e tantomeno per il lettore. Peccati originali sarebbe potuto essere lungo un terzo di quello che è senza che la trama e il lettore ne soffrissero minimamente. Anzi, tagliando i momenti in cui Ayzad (personaggio) si beve il tè la mattina, parla con la tizia rompicoglioni del call center, scrive schede per sextoy BDSM, viaggia dal punto A al punto B senza che accada niente, ecc. il romanzo sarebbe risultato molto più scorrevole e sia la parte riguardante il BDSM sia la parte dedicata al caso della duchessa sarebbero risultate più incisive.

LE MIE CONCLUSIONI
Come dicevo, nel complesso ho trovato Peccati originali una gradevole (anche se troppo lunga) lettura, e non mi sono pentita di avergli dedicato tempo. È un romanzo ricco di aneddoti e di personaggi stimolanti; è un romanzo a suo modo interessante.
Anche se non si tratta di un romanzo erotico, se vi piacciono certe cose proverete anche voi qualche brivido particolare, e mi sento di consigliarvelo. Sicuramente chi è incuriosito/interessato/coinvolto nell’ambito del BDSM avrà materiale per divertirsi e magari sarà stimolato a imboccare nuove strade del piacere. E forse qualcuno si riconoscerà con tenerezza nelle ingenuità dei primi approcci di alcuni personaggi al sadomasochismo.

The Song of Saya (Saya no Uta)

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Oggi voglio segnalare una visual novel a cui ho giocato qualche notte fa insieme a Letizia: si tratta di The Song of Saya (Saya no Uta in Giapponese, la lingua originale), scritta da Gen Urobuchi e prodotta da Nitroplus per piattaforma Microsoft Windows. La versione ufficiale inglese è uscita nel 2013.

La schermata iniziale del gioco

La schermata iniziale del gioco

Segnalo The Song of Saya non perché sia un’opera dal contenuto prettamente erotico (anche se le scene erotiche spinte non mancano), infatti questa visual novel è classificata come horror, ma perché sia io che Letizia l’abbiamo giocata con molto piacere. E perché alla fine eravamo entrambe bagnate.

La trama è questa:

Fuminori Sakisaka è uno studente di medicina che a seguito di un grave incidente d’auto ha perso i genitori e ha subito gravi danni al cervello. Per salvargli la vita, i medici lo hanno sottoposto a un intervento neurochirurgico sperimentale, che ha però avuto uno strano effetto collaterale: Fuminori ora percepisce il mondo come un orrendo incubo, in cui tutto (edifici, alberi, automobili) è ricoperto da carne pulsante, organi e sangue; le persone gli appaiono come grotteschi ammassi di carne insopportabili da guardare, e persino il cibo ha un sapore disgustoso.
Fuminori avrebbe già posto fine alla sua esistenza, se non fosse che una notte, mentre era ancora ricoverato in ospedale, ha incontrato Saya, una misteriosa e bellissima ragazza dagli occhi verdi e i seni acerbi. L’unica persona che lui vede ancora normale in un mondo di mostri. All’inizio della storia Saya e Fuminori hanno formato una coppia affiatata, e vivono insieme a casa di lui.
Fuminori ora cerca di portare avanti la sua vita, sopportando l’orrore del mondo che lo circonda e la difficoltà nel relazionarsi a quelli che una volta erano i suoi amici. Ma è felice perché quando torna a casa sa che sarà di nuovo tra le braccia della misteriosa Saya.

Per chi non lo sapesse, una visual novel è un romanzo interattivo, un’opera che unisce il videogioco d’avventura al romanzo. In pratica si legge il romanzo avendo come sfondo al testo un disegno fisso con ambientazioni e personaggi spesso stile anime. Le ambientazioni e i personaggi cambiano a seconda dei luoghi in cui si svolge la vicenda e delle persone con cui il protagonista viene in contatto, a seconda del punto di vista usato.

Un esempio tratto dalla visual novel di Saya

Un esempio tratto dalla visual novel di Saya

La visual novel differisce dal romanzo non solo per le illustrazioni che accompagnano la storia, ma anche perché ogni tanto è possibile per il lettore fare delle scelte che condurranno ciascuna a un diverso sviluppo della trama e a un diverso finale. The Song of Saya ad esempio prevede tre finali possibili, e quello in cui siamo “capitate” io e la mia gattina era emozionante e pieno di scene sozze!

Uno degli sfondi della scena con la schiavetta Yoh

Uno degli sfondi della scena con la schiavetta Yoh

Lo sviluppo della trama a cui hanno portato le nostre scelte comprendeva scene tenere in cui Saya si gustava lo sperma di Fuminori, momenti di erotismo più violento con i classici mostri tentacolari, una scena con ménage à trois che vedeva coinvolti i due protagonisti che si approfittavano di Yoh, la schiavetta che Saya procura a Fuminori grazie ai suoi misteriosi poteri. Yoh è una ragazza timida con grandi seni e occhi blu; ha un fisico più maturo di quello della minuta Saya, un corpo prosperoso che stimola Fuminori a giocare con ancora più passione. Il fatto che prima di diventare una schiava senz’anima Yoh fosse una corteggiatrice di Fuminori non guasta l’atmosfera di dominazione.
In una trama che si sviluppa tra il thriller, l’horror e l’erotismo bizzarro, quella con Yoh è forse la parte più eccitante della storia, soprattutto per la malvagia dolcezza con cui Saya la offre a Fuminori e per le modalità con cui se la “spartiscono” a letto. Ogni scena di sesso (scene che vanno dalla normale penetrazione al pompino) è condita da gemiti e risucchi. Anche i dialoghi sono recitati (non solo nelle scene di sesso, ovviamente) e le musiche sono suggestive.
Voglio però rassicurare i più sensibili: nonostante i toni delle scene erotiche con Yoh non siano mai allegri essendo comunque scene pensate per un pubblico di sadikini, non c’è sangue né nulla di davvero sadico che renda il tutto insopportabile per un pubblico che apprezza la “vaniglia”.
In verità, nonostante si tratti di una storia dell’orrore, io non l’ho trovata particolarmente impressionante.

Fuminori e Saya in un momento di tenerezza

Fuminori e Saya in un momento di tenerezza

Personalmente non solo ho adorato le parti sadikine, ma mi sono anche crogiolata nella dolcezza delle scene d’amore. Perché non sono del tutto cattiva e perché Letizia mi fa davvero commuovere quando posa la testa sul mio seno e mi giura che anche lei mi porterà una schiavetta in regalo, prima o poi. Che dolcina!

Saya quando Fuminori la vede per la prima volta in ospedale

Saya quando Fuminori la vede per la prima volta in ospedale

In conclusione, consiglio questo gioco sia a coloro che amano le storie d’amore un po’ bizzarre sia a coloro che sono affascinati dalle indagini esoteriche svolte in scenari horror/grotteschi. Anche se lo stile di scrittura lascia un po’ a desiderare (sebbene io l’abbia letto in inglese non è questione di mala traduzione, è proprio lo stile che non è granché), i disegni e le musiche sono suggestive, e la storia vale la pena di essere letta.
Nella versione per un pubblico internazionale poi, quella a cui ho giocato io, sono anche stati tolti i quadrettini che in Giappone per legge oscurano gli organi genitali. E i disegni incensurati sono ancora più carini!

Sogno #4 – Un esame universitario molto piccante (seconda parte)

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Eccovi la seconda parte del sogno di La Rossa (per chi si è perso la prima parte, la trovate qui), con cui ho aperto questa rubrica a tutti coloro che vorranno raccontarmi i loro sogni perché io ne tragga un racconto erotico. Mi avete già scritto in molti, ma l’invito è sempre valido: per raccontarmi i vostri sogni, inviatemi una mail all’indirizzo mysweetrosalie@gmail.com.
In questi giorni, tra le altre cose, sto preparando due dei prossimi articoli: la recensione di alcuni sextoys molto speciali e la recensione di un romanzo che farà felici gli amanti del BDSM, cui l’autore mi ha chiesto di dedicare il mio tempo. Sono articoli un po’ più impegnativi del solito, e quindi sono indaffarata.
Intanto godetevi il proseguo del sogno di La Rossa. Bonne lecture.

“È la tua prima volta con un’altra ragazza?”
La rossa deglutisce piano e sussurra “Sì”. Io le succhio il lobo dell’orecchio.
“Sei deliziosa.”
Le sfioro le labbra della fichetta chiusa con l’indice, e lo faccio scorrere lungo la fessurina. Separo le labbra soffici, e sento gocciolare l’umore sulle dita.
“Vorresti leccarmela?” le chiedo. “Al professor De Vito piace molto guardarmi mentre me la faccio leccare.” Infilo l’indice dentro la morbidezza della sua vagina. “Sicuramente il voto sarebbe molto molto alto.” Pianto il dito dentro di lei, fino in fondo. Sfrego il polpastrello contro la parte alta della vagina, mi beo del calore della fichetta. La rossa guaisce di piacere e mi stringe i fianchi.
Sorrido. “Ma magari è meglio che cominci a succhiartela io, così ti rilassi un po’.”

La rossa annuisce appena, i riccioli vermigli che danzano sopra i capezzoli di quel meraviglioso color rosa antico. Sembrano caramelline alla fragola. Mi passo la lingua sulle labbra, proprio non resisto più!
Poso la mano sulla schiena della ragazza, appena sopra la linea del sedere, che sfioro con il mignolo.
“Sdraiati, chérie.”
Accompagno con la mano il movimento della rossa e l’aiuto a stendersi sul tavolo al centro dell’aula. Si sdraia sulla schiena, piega le gambe e sistema i piedi sul ripiano, le punte delle dita che ne sfiorano il bordo.
Le sorrido. È un piacere guardarla: la pelle candida risalta sul legno nero e lucido, e sembra ancora più morbida. La fichetta tra le cosce discoste è aperta e affamata; qualche goccia di nettare è colata sul tavolo a formare sotto la vagina un piccolo lago. Raccolgo sull’indice un po’ di quell’acqua.
Mi volto verso la commissione: il professor De Vito ha raggiunto gli altri in cattedra, e fissa il mio polpastrello luccicante di umore. Mi osserva con la bocca dischiusa mentre infilo l’indice tra le labbra, lentamente, e lo ciuccio a occhi socchiusi. Lo assaporo a lungo, e mi godo i sospiri della mia compagna sdraiata sul tavolo, che senza rendersi conto respira in modo sempre più pesante.
Mi giro verso di lei.
“Ora ce la godiamo un po’ io e te, tra donne.” Mi chino tra le sue cosce, fino a sfiorarle il pube con la punta del naso. Sento lo sguardo dei professori, di Marco e dell’altro studente concentrati su di me. Sono incantati dalla mia tranquillità. Anche la rossa si tiene sollevata sui gomiti per osservare ogni mio movimento. Ma ora mi dedicherò solo a lei, non è mia abitudine distrarmi con le sciocchezze mente sto per assaporare una nuova amante.
Strofino il naso sul pube, e la rossa geme. Inspiro a occhi chiusi, mi riempio le narici della fragranza di questa donna. Ha un profumo delicato, appena percepibile, ma delizioso. Mi lecco di nuovo le labbra. Mi chiedo se il sapore sarà altrettanto squisito.
Alzo il viso e guardo la rossa negli occhi. “Sei pronta per la mia lingua?”

La rossa annuisce appena, i riccioli vermigli che danzano sopra i capezzoli di quel meraviglioso rosa antico. Sembrano caramelline alla panna e alla fragola

La rossa annuisce appena, i riccioli vermigli che danzano sopra i capezzoli di quel meraviglioso color rosa antico. Sembrano caramelline alla fragola

Lei squittisce un “Sì”. Sorrido. La timidezza mi eccita da morire.
Tiro fuori la lingua, come se fossi una tigre pronta a leccare la preda, o una cagnolina affamata. Voglio essere volgare; voglio sentire questa fichetta contrarsi di desiderio sotto le mie labbra.
Voglio il trenta, la lode e il bacio accademico.
Passo la lingua di piatto sul perineo dal sapore salato di sudore, risalgo sulle labbra già aperte per me, morbide come i petali di un fiore appena sbocciato, un bel fiorellino vergine. Lappo il nettare intorno al buchetto della vagina, e la rossa geme forte.
“Ti piace, mh?”
Infilo la punta della lingua dentro il buchetto e la rigiro, raccogliendo gli umori intorno alle pareti della fichetta. Alzo gli occhi. “Sei così stretta…” Unisco indice e medio. “Mi viene voglia di allargarti per bene.”
Senza aspettare un cenno di assenso, le pianto dentro le due dita unite. La fichetta è così bagnata che le dita scivolano dentro fino alle nocche senza alcuna resistenza, accompagnate da un suono viscoso. La rossa inarca la schiena e struscia il culo sul tavolo.
“Ma allora non sei solo una golosona…” Inumidisco il pollice nel nettare che cola intorno alle mie dita e lo poso sopra il clitoride, tenendolo lì immobile. “Sei proprio una cattiva ragazza.”
La rossa geme e guarda implorante prima me e poi il mio pollice. Le sorrido bonaria.
“Sai cosa faccio con le cattive ragazze?” Muovo il polpastrello intorno al bottoncino, che si rizza e diventa sempre più turgido. “Mi ci diverto.” Strofino l’unghia del pollice nella piega sotto il clitoride finché non lo sento fremere. I seni della rossa tremolano come budini, mentre l’orgasmo si prepara a sprigionarsi.
Mi volto verso la commissione. De Vito ha entrambe le mani sotto la scrivania, il viso rosso, contratto, gli occhi spalancati fissi sulla fichetta della mia compagna. Non ci vuole la palla di vetro per capire che si sta facendo una soddisfacente sega, e che sono stata tanto brava da costringerlo a usare due mani. Il professor Martini, accanto a lui, ha reclinato il collo sullo schienale della sedia e inspira a rantoli. Sul pavimento ai suoi piedi immagino una bella chiazza bianca di sperma.
Ma non sono ancora soddisfatta. Manca ancora quella professoressa, quella con i capelli biondi e le tette strette nel tailleur. La Pogliani. Ci guarda con le guance rosse, ma non è ancora venuta. E se voglio la lode, devo farla venire. Per fortuna so io cosa piace a quella lì.
Estraggo le dita dalla fichetta della rossa e la sento fremere di delusione.
“Ma…” Mi guarda spaesata. “Perché?”
“Forse non mi sono spiegata.” Mi lecco le dita, guardandola con severità. “È chiaro da come ti comporti che sei una cattiva ragazza. Perciò devi essere educata a dovere.” Mi volto verso la Pogliani e le sorrido sadica. “Magari lei professoressa ha qualche idea?”
“Certo. So io come fare, lasci fare a me.” La Pogliani si alza di scatto, la gonna aderente ai fianchi prosperosi si tende sul culo sodo. Si avvicina al tavolo. “Si metta a pancia in giù, signorina” dice, rivolta alla rossa. “La sua compagna ha ragione, lei merita un’educazione severa.”
La rossa mi guarda eccitata e preoccupata. Mi porto di fronte a lei e le carezzo il viso. “Obbedisci alla professoressa, chérie.”
La rossa annuisce e si mette a pancia in giù, le gambe giù dal tavolo, i piedi sul pavimento, il culo sporgente. La professoressa Pogliani si porta dietro di lei. “Sei una cattiva ragazza, ma sei ancora correggibile.” Si sfila la giacca, e si lecca le labbra mentre tira su il polsino della camicetta fino al gomito. “Se vuoi un bel voto devo innanzi tutto insegnarti come ci si comporta a un esame formale.” Solleva il braccio, caricando il colpo. “Primo, non ci si presenta nude come delle troiette!”
La sculacciata cala fortissimo, tanto che la carne della natica colpita tremola intorno alle dita che l’hanno flagellata. La professoressa solleva il palmo e ammira compiaciuta l’impronta rossa che ha lasciato sulla pelle candida.
“Secondo, non ci si fa aiutare dalle compagne, l’esame va fatto per conto proprio!”
Un altro colpo, sull’altra chiappa. La rossa lancia un urletto. Io mi piego verso il suo viso e le tappo la bocca con un bacio, la mia lingua calda che carezza la sua. Con questo bacio le faccio capire che deve sopportare, che sono dalla sua parte, che la lode richiede sacrificio.
La rossa si rilassa, fonde la sua bocca con la mia e continuiamo a baciarci, mentre i brividi la scuotono a ogni colpo della Pogliani.
Il professor De Vito ci guarda dalla cattedra, estasiato. Anche lui è venuto, quando la professoressa tra una sculacciata e l’altra si è infilata dentro una penna.
“Questa è una doppia lode, mie care!” ansima la Pogliani, piantandosi dentro la penna fino al cappuccio.
Succhio la lingua della rossa mentre l’orgasmo scuote la professoressa. Sorrido alla mia compagna e le do un buffetto sul naso arrossato. “Sei stata brava, ma chérie.”

Il colpo cala fortissimo, tanto che la carne della chiappa colpita tremola intorno alle dita che l’hanno flagellata. La professoressa solleva il palmo e ammira compiaciuta l’impronta rossa che ha lasciato sulla pelle candida

La sculacciata cala fortissimo, tanto che la carne della natica colpita tremola intorno alle dita che l’hanno flagellata. La professoressa solleva il palmo e ammira compiaciuta l’impronta rossa che ha lasciato sulla pelle candida